comunicazioni


Problemi con compagnie telefoniche o con operatori di telecomunicazione?

Asso.Cons.Italia ti aiuta a risolvere i tuoi problemi attraverso una analisi della situazione, consulenza, reclamo e conciliazione in Corecom.


  Secondo l'art. 117 della Costituzione, l'ordinamento del settore delle comunicazioni è materia di competenza legislativa concorrente tra Stato e regioni. A livello nazionale rileva l'Agcom come autorità indipendente in tale ambito, la quale di concerto con la Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome e la Conferenza dei presidenti dell'Assemblea dei consigli regionali e delle province autonome ha delegato ai comitati regionali per le comunicazioni alcuni dei compiti previsti dalla legge Maccanico.

Il 16 dicembre 2009 sono state sottoscritte a Roma le convenzioni per l'esercizio delle nuove funzioni delegate tra l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e i comitati di Calabria, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, il Comitato provinciale di Trento e i relativi rappresentanti delle regioni e delle assemblee legislative.

In particolare, a questi comitati regionali – cui seguirono quelli di tutte le altre regioni e della provincia autonoma di Bolzano – sono state delegate competenze in materia di:

Vigilanza sull'esercizio dell'attività radiotelevisiva locale, mediante il monitoraggio delle trasmissioni dell'emittenza locale;

Tenuta del Registro degli operatori di comunicazione;

Definizione delle controversie tra operatori del settore e utenti.

Inoltre, ai comitati è demandata l'attività di conciliazione delle controversie in materia di telecomunicazioni tra utenti e operatori delle telecomunicazioni. Il tentativo di conciliazione è condizione necessaria per la soluzione delle controversie, in assenza del quale non sono procedibili eventuali cause davanti al giudice ordinario. s:Corecom - Delibera 597-11-cons - Regolamento risoluzione controversie https://it.wikipedia.org/wiki/Corecom




La compagnia telefonica deve attivare con tempestività, la nuova utenza del cliente che migra dal vecchio gestore

La compagnia telefonica deve attivare con tempestività "nei termini contrattualmente stabiliti" la nuova utenza del cliente che migra dal vecchio gestore. In caso contrario, dovrà pagare i danni per mancata attivazione. Lo ha stabilito la terza sezione civile della Cassazione (sentenza n. 11914/2016) 

Fonte: Cassazione: la compagnia del telefono paga i danni se non attiva tempestivamente l'utenza 
(www.StudioCataldi.it) 


Quante volte all’ora di pranzo o cena squilla il telefono?

Chi era? 

Una telefonata promozionale…

Ebbene sì, spesso capita che “nessuno” chiami le case degli italiani per convincerli ad acquistare tanti altri articoli peraltro facilmente reperibili in qualsiasi angolo d’Italia.

In realtà per lo più sono giovani lavoratori di call center che per poter “disturbare” gli italiani hanno dovuto seguire palestre di teleselling, laboratori di telemarketing e corsi per il recupero clienti.

Il fenomeno è diffuso e difficile da sconfiggere. Con l’attuazione della Direttiva 2002/58/Ce, in Italia a partire dall’agosto 2005 gli elenchi telefonici dovrebbero servire solo per contatti interpersonali. Sono stati pochi gli utenti che, attraverso il consenso dato esplicitamente al loro gestore, si sono dimostrati favorevoli a ricevere chiamate e posta di tipo commerciale. Tuttavia a causa del lento adeguamento alla normativa e della scarsità di controlli, le chiamate indesiderate hanno continuato ad essere effettuate, come se nulla fosse.

Con l’istituzione del Registro Pubblico delle Opposizioni è cambiata la normativa che regolamenta il settore del telemarketing. 

Gli operatori di telemarketing devono necessariamente aggiornare le proprie liste di contatti recependo le opposizioni espresse dai cittadini che non hanno dato il consenso al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing a soggetti terzi che effettuano chiamate pubblicitarie da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici. Tale consenso potrebbe essere stato raccolto, per esempio, durante la stipula di contratti con le aziende dalle quali sono stati acquistati prodotti o servizi oppure durante la sottoscrizione di tessere di fidelizzazione cliente, raccolta punti, eccetera.

Ma qualcosa di più può fare ciascun utente, nel momento in cui riceve la telefonata indesiderata:

- chiedere a chi chiama dove sono stati estratti i propri dati personali e chi sia il titolare della banca dati;

- esprimere la propria volontà di non ricevere più offerte promozionali da quella determinata azienda che lo ha contattato;

- chiedere la cancellazione dei propri dati dall’elenco-contatti del call center;

- in caso di ulteriori chiamate da parte della stessa società, fare una segnalazione all’Autorità Garante della Privacy .


ADSL lenta?

Per contestazioni inerenti la velocità di connessione, dal sito messo a disposizione da AGCOM:

https://www.misurainternet.it/

gli utenti devono utilizzare il software Ne.Me.Sys. per verificare la qualità del servizio; tale software rilascia un documento PDF per il confronto dei dati con quelli pubblicati sul sito delle compagnie telefoniche.

Se almeno un valore presente sul documento rilasciato da AGCOM risulta difforme dai valori contenuti nella tabella pubblicata sul portale degli operatori, l’utente ha diritto ad inoltrare reclamo (allegando il PDF di cui sopra) per consentire al fornitore del servizio di risolvere il problema.

Dopo 45 gg dalla prima misurazione, il cliente potrà effettuare un nuovo test e, se negativo, potrà recedere dal servizio internet senza costi aggiuntivi.

Per reclamare visitare l'apposita sezione. 



Azzerato il credito telefonico? Colpa dei servizi in abbonamento mai richiesti? 

Vi è mai capitato di ricevere un Sms sullo smartphone che comunica un abbonamento ad un servizio digitale a pagamento senza che voi lo avete richiesto? Nella maggior parte dei casi, tali servizi vengono attivati inconsapevolmente dal consumatore cliccando i minuscoli messaggi pubblicitari che compaiono durante la navigazione web sul cellulare. Purtroppo capita spesso che l’utente,  non solo non richiede l’attivazione dei servizi, ma lo stesso non riceve neppure l’sms di conferma dell’attivazione. Il malcapitato, quindi, crede che si tratta di semplici messaggi pubblicitari, ma in realtà inizia a pagare servizi costosi ed inutili.  L’elenco di questi abbonamenti premium è ormai lungo, abbiamo Mobilepay, Go Content, Mobando, GoMobile, Lotto48, Poket Girls, Sexy Love ecc.. Cosa dobbiamo fare se ci viene notificato un sms premium? Come è possibile disattivare questi servizi Sms Premium? Dipende dal servizio, ma in linea generale ci sono quattro modalità. La disattivazione può avvenire sul sito web della società che ci invia gli sms; inviando una mail all’indirizzo fornito sul sito web della società indicando il numero di telefono su cui si è verificato l’addebito;   telefonando al numero indicato sugli stessi sms di attivazione ricevuti; facendo reclamo al nostro operatore mobile. Se prendiamo ad esempio il servizio Mobando, cliccando al link selfcare.mobilepay.it. ed inserendo il nostro numero di cellulare, possiamo visualizzare tutti i servizi attivati che si possono disattivare con un  click. Ricordiamo che il servizio risulta realmente disattivato solo a ricezione dell’sms di conferma di disattivazione e solo da questo momento si interrompe la fruizione del contenuto. Una volta disattivato l’abbonamento, resta il problema di recuperare il maltolto. In questo caso, dobbiamo inviare un reclamo al nostro operatore per la richiesta di rimborso degli SMS Premium. Trascorsi una quarantina di giorni dall’invio del reclamo e l’operatore non vuole rimborsare quanto dovuto, oppure non risponde, potete rivolgervi alla nostra associazione dei consumatori. Le società che offrono servizi digitali operano in partnerships con le compagnie di telecomunicazioni, quindi, è improbabile che gli stessi non riescono a bloccare il fenomeno degli sms premium. Gli operatori telefonici sia con riferimento all’attivazione dei servizi digitali, sia alla loro disattivazione, disattendono le norme dettate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. In particolare, l’attivazione di tali servizi avviene senza una esplicita richiesta dell’utente di voler aderire all’offerta e senza che il consumatore sia reso edotto di aver attivato servizi a pagamento. Le Società di telefonia per adempiere formalmente e sostanzialmente al dettato della normativa in materia, dovrebbero procedere alla preventiva verifica della volontà inequivoca del cliente prima dell’attivazione di qualsiasi servizio di comunicazione elettronica. La nostra associazione dei consumatori Asso.Cons.Italia ha denunciato formalmente all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni l’illegittimo comportamento delle suddette piattaforme di pagamento di servizi digitali chiedendo alla stessa Autorità che il Comitato di controllo verifichi la sussistenza di violazioni ai principi e alle previsioni del Codice di Autoregolamentazione in materia.  Per info potete contattarci, inviando una mail all’indirizzo assoconsitalia@gmail.com, o sulla nostra Pagina Facebook 

Telecomunicazioni: concorrenza esasperata a danno dei consumatori. Le regole per evitare trabocchetti.

Attivazione di servizi non richiesti, addebiti per chiamate verso numeri a pagamento, disfunzioni dei servizi offerti dal gestore, telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato,  sono solo alcune delle tante ipotesi lamentate dai consumatori presso i nostri uffici. I reclami avverso i comportamenti illegittimi dei gestori di telefonia, e non solo, sono diventati la causa più frequente di segnalazione e richieste di assistenza da parte degli utenti. Sempre più spesso, infatti, le compagnie telefoniche offrono i propri prodotti mediante contatti telefonici, sms o banner pubblicitari via internet, il più delle volte ingannevoli ed inseriti in giochi o pagine web. 

Pertanto, può risultare utile consigliare poche regole che possono aiutare il consumatore ad instaurare un rapporto sano e leale con i gestori di telefonia e telecomunicazioni. 

Prima regola. Accertarsi che il gestore fornisca all'utente: identità del fornitore;  caratteristiche essenziali del bene o del servizio; prezzo del bene o del servizio; eventuali spese di consegna; modalità di pagamento, di consegna e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;  modalità del diritto di recesso o di esclusione dello stesso. Tali informazioni, devono risultare in maniera inequivocabile, devono essere fornite in modo chiaro, comprensibile, con tutti i mezzi adeguati alla tecnica a distanza impiegata. 

Seconda regola. Scrivere sempre il nome della società che ci contatta, il nome dell’operatore con cui si è parlato, l’offerta proposta e l’ora della chiamata;  Non fornire mai i dati personali, numeri di carte di credito, bancomat, codici fiscali ed altri dati; Non richiamare numeri (compresi i numeri verdi) che vengono forniti durante l’offerta, potrebbero essere utilizzati dall’operatore come indice di adesione;  Qualora interessati ad un’offerta, chiedere che venga fornito un contratto scritto che riporti le offerte e le informazioni obbligatorie; qualora non fosse possibile, è meglio rifiutare l’offerta ed, eventualmente, interrompere la comunicazione;  Talvolta le promozioni dei venditori che agiscono per conto delle compagnie non corrispondono alle reali condizioni: prima di aderire è opportuno informarsi bene, consultando il sito internet della società di telefonia o chiamare il Servizio clienti per controllare la veridicità della proposta; Confrontare sempre i prezzi praticati dalle diverse società e controllare la bolletta attuale per vedere dove si spende di più, quanto si telefona, in che fasce orarie e verso quali direttrici (locali, nazionali, internazionali, etc.) in modo da poter individuare, tra le proposte dai vari gestori telefonici, la tariffa più conveniente per le esigenze specifiche. Concludere il contratto solo se viene comunicato il numero identificativo della pratica e i recapiti ai quali il cliente può rivolgersi per ulteriori informazioni. Prima o al più tardi al momento dell’inizio della fornitura del servizio attivato o del ricevimento del bene ordinato,  l'utente deve ricevere un modulo di conferma del contratto oppure lo stesso contratto, contenente tutte le informazioni sopra elencate. Concludete il contratto solo dopo aver valutato tutte le condizioni contrattuali. 

Terza regola. Effettuare ogni comunicazione per iscritto. Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto stipulato a distanza con un operatore telefonico, mediante l’invio di una comunicazione scritta alla sede del fornitore. Inoltre, in caso di attivazione non richiesta ha il diritto di fare opposizione in qualsiasi momento e con qualsiasi mezzo, tuttavia, consigliamo sempre la forma scritta. Qualora si ricevano fatture da altre società cui non si è aderito, il consiglio è di non pagare la somma, diffidare la società da qualsiasi riscossione di somme e chiedere l’annullamento del contratto mai stipulato.

Quarta regola. Controllare sempre la bolletta telefonica verificando che le voci inserite corrispondano al piano tariffario ed ai servizi richiesti, in caso contrario, contattare il servizio clienti della compagnia telefonica per chiedere la disattivazione della voce estranea ed inviare immediatamente una lettera scritta con la richiesta di disattivazione e la diffida all’incasso. Ricordate che è onere della compagnia telefonica fornire la prova della richiesta da parte dell’abbonato. In presenza di addebiti arbitrari, consigliamo di  pagare solo la differenza di quanto dovuto e che l’indebito pagato sia stornato sulla prima bolletta seguente.  Conservare copia dei pagamenti delle bollette e delle fatture per almeno 5 anni; 

Un ultimo consiglio. Se i problemi persistono, avete difficoltà o avete bisogno di ulteriori informazioni, è bene rivolgersi all’associazione dei consumatori Asso.Cons.Italia per una migliore tutela. 



Arriva il Canone Rai in bolletta ed è subito caos

Nei mesi scorsi il canone Rai è arrivato nella bolletta elettrica. Molte le fatture errate e doppi addebiti. Come al solito qualcosa non ha funzionato, molti i dubbi e le perplessità. Pertanto, abbiamo deciso di pubblicare le domande più frequenti per chiarire alcuni punti. Chi deve pagare e quanto? L’importo del canone rai annuo è pari a 100 euro suddiviso in 10 rate mensili da gennaio a ottobre e viene addebitato per famiglia anagrafica a ciascun cliente intestatario di un’utenza di energia elettrica nell’abitazione di residenza, indipendentemente dal numero di televisori posseduti. Per l’anno 2016 la prima rata ha un importo di 70 euro, pari al totale delle rate mensili già scadute. Ho due case devo pagare il canone per entrambe? No, devi pagare una sola volta nella bolletta elettrica dell'intestatario dell’utenza. Il canone rai è a nome di mio marito ma, la bolletta della luce, invece, è intestata a me, chi deve pagare? Automaticamente lo sportello SAT provvederà ad intestare il canone all’intestatario dell’utenza elettrica. Se in casa abbiamo solo la radio e non abbiamo il televisore? Non deve pagare chi è in possesso solo di apparecchi radiofonici per uso privato (l. 27 dic. 1997, 449). Possiedo solo un computer privo di sintonizzatore TV devo pagare? No, perché non è un apparecchio abilitato a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare. Per le utenze elettriche non domestiche, come l’ufficio? Si presume la presenza di un televisore solo nell’abitazione di residenza. L'intestatario dell'utenza elettrica è deceduto e non ho mai effettuato la voltura, e adesso? La voltura è obbligatoria, quindi effettuata la voltura dal mese successivo scatterà l'addebito e per eventuali mancati pagamenti l'Agenzia delle Entrate procederà nel modo più opportuno. Sono intestatario dell'utenza elettrica nell'abitazione in cui ho la residenza ma non ho alcun apparecchio televisivo, come faccio a non pagare il canone? Devi presentare una dichiarazione alla Direzione Provinciale I di Torino dell’Agenzia delle Entrate con raccomandata senza busta, pec oppure intermediari abilitati. La modulistica e le istruzioni per la compilazione sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione presentata dal 1° luglio 2016 al 31 gennaio 2017 esonera dall’obbligo di pagare il canone per tutto il 2017, essa è valida solo per l’anno in cui la presenti, ricordati di ripresentarla ogni anno. Siamo moglie e marito, appartenenti allo stesso nucleo familiare, disponiamo di più abitazioni e ciascuno di noi è titolare di una utenza elettrica per uso domestico residente: perché troviamo l’addebito su entrambe le fatture elettriche? Il Canone rai è dovuto una sola volta per famiglia anagrafica, per evitare il doppio addebito è però necessario compilare il quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva dell’Agenzia delle Entrate, indicando il codice fiscale da addebitare. Che succede se pago solo gli importi della bolletta della luce e non quelli del canone Rai? Il Gestore continuerà a fornire il servizio elettrico. Se in seguito a verifiche risulti aver evaso il canone, l'Agenzia delle Entrate effettuerà i provvedimenti del caso. Posso disdire l’abbonamento richiedendo il sigillo degli apparecchi? No, perché dal 1 gennaio 2016 non è più prevista dalla legge. Chi è esonerato dal pagamento del canone rai? I cittadini che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo non superiore a 6.713 euro presentando richiesta di esenzione. Ho pagato erroneamente l’importo del canone Rai posso chiedere rimborso? Per il rimborso è necessario compilare un modulo che puoi trovare sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Avete altri dubbi? Venite a trovarci in sede, siamo a vostra disposizione info: assocons.formia@gmail.com, tel.0771324680.