Diritti dei consumatori


Codice del Consumo

Venne emanato ai sensi dell'art. 7 della legge delega 29 luglio 2003, n. 229, relativo al riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori, in attuazione di una serie di direttive dell'Unione Europea per la protezione del consumatore. Per gli obblighi derivanti dalla partecipazione all'Unione, tali norme sono state lentamente recepite anche dallo stato italiano.

La norma è stata poi modificata nel corso del tempo; la modifica più rilevante è senza dubbio quella apportata dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge finanziaria 2008) che ha introdotto la possibilità per i consumatori di esperire un nuovo tipo di azione legale, detta azione collettiva.[1]

Aggiornamenti recenti si sono avuti nel 2014 e 2015.

Per saperne di più: 

fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_del_consumo

Codice del Consumo:

https://it.wikisource.org/wiki/Codice_del_consumo


Cosa fare contro lo stalking delle società di recupero credito?

Ecco dei suggerimenti per difendersi dalle società di recupero credito.

1. Se vi stanno telefonando da una numerazione anonima, è vostro diritto chiedere il numero di telefono e i dati della società che sta effettuando il recupero.

2. È diritto del consumatore chiedere il nome cognome ed il codice identificativo di chi vi sta chiamando e la società per cui lavora. Quasi sempre questi operatori si spacciano per i fornitori, ma in realtà sono società terze e private.

3. Potete e dovete denunciare telefonate in orari improbabili e ripetute per iscritto alla stessa società di recupero.

4. il consumatore ha diritto a pretendere un comportamento educato e rispettoso da parte dell'operatore. 

5.  il diritto di non aprire la porta e di non dare spiegazioni a Tizi che bussano alla vostra porta.

6. potete diffidare la società di recupero crediti ad attenersi scrupolosamente ai soli recapiti indicati al momento della sottoscrizione del contratto, in caso contrario ogni eventuale corrispondenza e/o contatti, anche telefonici, ad utenze, persone ed ambienti estranei come quelli già verificatisi, sono considerati atti di violazione della legge sulla privacy.


ECCO UN ESEMPIO DI RECLAMO

Spett.le

……………………….….

Ufficio recupero crediti

via...................

città..................

 

Raccomandata A/R

 

Oggetto: Pratica  n° ………………….. del ………………………..

 Spett /le ......................

Io sottoscritto .................. chiedo che eventuali future comunicazioni relative alla pratica ................................... in oggetto, mi siano inoltrate ai seguenti recapiti: Via …………. Tel. …………………….. Fax ……………… E-mail ……………………..

Tali recapiti sono da intendersi in correzione/aggiornamento di quanto comunicato in sede di stipulazione del contratto.

Vi diffido pertanto ad attenervi scrupolosamente ai recapiti sopra riportati, in caso contrario ogni eventuale corrispondenza e/o contatti, anche telefonici, ad utenze, persone ed ambienti estranei come quelli già verificatisi (specificare se presso la sede di lavoro, i vicini di casa, ecc.), saranno considerati atti di violazione della legge sulla privacy (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196) con conseguente denuncia presso le autorità competenti.

Infine,nella eventualità di forme e toni minacciosi,minatori e persecutori da parte vostra,oltre a diffidarvi,vi informo che sporgerò denuncia penale per i reati che potranno essere configurati.

Luogo e data

Firma _____________________________

Le disposizioni giuridiche e tecniche sinora adottate dalla Comunità Europea nell’ambito della tutela del consumatore 

sono perlopiù contenute in Direttive indirizzate agli Stati membri, che sono quindi tenuti a recepirle all’interno del proprio ordinamento. Una particolare importanza va attribuita a diverse norme che vanno trasversalmente a coinvolgere diversi ambiti della politica comune, con l’obiettivo di perseguire, accanto all’informazione e alla sicurezza del consumatore, soprattutto la tutela dei suoi interessi economici. Tra queste norme si segnalano le seguenti:

  • Direttiva 84/450/CEE sulla pubblicità
  • ingannevole e comparativa (GazzettaUfficiale UE 1984 L 250, 17, 1997 L

    290, 18);

  • Direttiva 85/374 sulla responsabilità
  • per danno da prodotti difettosi (Gazzetta

    Uffi ciale UE 1985 L 210, 29, 1999

    L 141, 20);

  • Direttiva 85/577 relativa alla tutela dei
  • consumatori in caso di contratti negoziati

    fuori dei locali commerciali (Gazzetta

    Uffi ciale UE 1985 L 372, 31);

  • Direttiva 90/314 sui viaggi “tutto compreso”
  • (Gazzetta Uffi ciale UE 1990 L

    158, 59);

  • Direttiva 93/13 sulle clausole abusive
  • nei contratti stipulati con consumatori

    (Gazzetta Uffi ciale UE 1993 L 95, 29);

  • Direttiva 94/47 sulla tutela dell’acquirente
  • per taluni aspetti dei contratti

    previsti dalla cessione contrattuale relativi

    all’acquisizione di un diritto di godimento

    a tempo parziale di beni immobili

    (Gazzetta Uffi ciale UE 1994 L 280,

    83);

  • Direttiva 97/7 riguardante la protezione
  • dei consumatori in materia di contratti

    a distanza (Gazzetta Uffi ciale UE

    1997 L 144, 2002 L 271, 16);

  • Direttiva 98/6 relativa alla protezionedei consumatori in materia di indicazione
  • dei prezzi (Gazzetta Uffi ciale UE

    1998 L 80, 27);

  • Direttiva 1999/44 sulla garanzia nel
  • contratto di vendita di beni di consumo

    (Gazzetta Uffi ciale UE 1999 L 171, 12);

  • Direttiva 2001/95 sulla sicurezza generale
  • dei prodotti (Gazzetta Uffi ciale UE

    2002 L 11, 4).



    Problemi con lo shopping sul web?

    Anche in Italia nel 2016 il commercio elettronico è cresciuto in maniera preponderante rispetto a quello tradizionale. Tuttavia, nelle vendite a distanza, la lontananza tra le parti può causare errori di valutazione del bene o del servizio. Ecco perché, anche il legislatore italiano negli ultimi mesi è intervenuto rafforzando i diritti dei consumatori, prevedendo soprattutto una serie di obblighi informativi a carico del professionista che vende attraverso il web. Prima della conclusione dell’ordine di acquisto il commerciante deve rendere edotto l’acquirente delle proprie generalità, caratteristiche dell’oggetto o del servizio, prezzo, spese di spedizione, modalità di pagamento e della possibilità di recedere dal contratto. Nonostante questi obblighi può capitare di avere problemi con gli acquisti online. Quali diritti ha il consumatore e cosa fare in questi casi? In primis, dobbiamo ricordare che nelle vendite a distanza abbiamo il diritto di recesso dal contratto, detto anche diritto di ripensamento, che può essere esercitato entro 14 giorni dall’acquisto o dalla consegna del bene a mezzo raccomandata o pec e la restituzione del bene è a carico del cliente, salvo che non è diversamente previsto nel contratto. Il recesso è escluso per tutti quei beni di facile deperibilità come i prodotti alimentari o di consumo, ma anche prodotti su misura, software ed audiovisivi confezionati ed aperti dal consumatore e tutti quelli che riguardano tempo libero, viaggi, trasporti, ristorazione, scommesse e lotterie. Cosa fare se il bene consegnato è diverso da quello ordinato per caratteristiche o qualità? In questo caso si tratta di vero e proprio inadempimento contrattuale, quindi il consumatore può diffidare il venditore, restituire il prodotto ed ottenere i rimborso di quanto pagato. Nell’ipotesi peggiore può capitare che il bene non ci venga consegnato.  Dobbiamo tenere presente che il commerciante ha 30 giorni dall’ordine di acquisto per dare esecuzione al contratto ed in caso di indisponibilità o ritardo deve darne comunicazione nello stesso termine. Se il bene od il servizio non vengono consegnati è necessario diffidare formalmente il venditore dando un breve termine per adempiere, in difetto considerare il contratto risolto. Se invece la consegna avviene con successo, ma il bene è difettoso? Anche nelle vendite a distanza si applica la garanzia biennale che copre sia vizi di produzione che quelli di conformità. E’ bene ricordare che la contestazione deve essere fatta entro due mesi dalla scoperta del vizio a pena di decadenza, con il diritto ad ottenere la riparazione, la riduzione del prezzo o la sostituzione del bene. In tutti i casi ipotizzati, prima di procedere con una formale contestazione, il consiglio è quello di sfruttare le recensioni online, infatti, i commenti sui prodotti acquistati in rete, oltre che essere uno strumento di condivisione delle esperienze di acquisto tra i consumatori, sono un valido strumento per accreditare la reputazione in rete di professionisti seri, ma soprattutto strumento fondamentale per screditare cattivi venditori. Se il professionista fa “orecchie da mercante” a quel punto è necessario procedere formalmente con una diffida, un tentativo bonario di conciliazione ed eventualmente adire l’autorità giudiziaria. Come sempre per info potete contattarci.