energia elettrica e gas



Secondo quanto previsto dall'Unione europea, da alcuni anni in Italia, come nel resto dei Paesi del continente, ogni consumatore domestico e non domestico può liberamente decidere da quale venditore e a quali condizioni acquistare energia elettrica e gas per le necessità della propria abitazione. 

Chi esercita questo diritto entra nel cosiddetto "mercato libero", dove è il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere e quando eventualmente cambiarli selezionando un'offerta che ritiene più interessante e conveniente. Si tratta di una scelta volontaria, che non prevede alcun obbligo. 

Al cliente finale che non esercita questa scelta o che è impossibilitato a farlo,saranno applicate le condizioni economiche e contrattuali regolate dall'Autorità.

Se il venditore contatta il cliente per telefono deve fornire le seguenti informazioni:

l'identità dell'esercente la vendita e un suo recapito;

la durata, validità e condizioni limitative dell'offerta;

le modalità per ottenere in forma scritta tali informazioni e la scheda di confrontabilità;

la durata e validità del contratto, diritto di ripensamento e recesso;

gli effetti del passaggio al mercato libero;

la gestione reclami  e diritti dei consumatori;

le modalità di utilizzo dei dati di lettura ai fini della fatturazione;

la periodicità della fatturazione;

i tempi e modalità di pagamento e conseguenze del mancato pagamento.

Riferimenti:

Delibera ARG/com 104/10. Artt. 8, 9

Delibera n. 144/07. articolo 8





Che cos'è la conciliazione?

La conciliazione è uno strumento che aiuta a risolvere le controversie che possono insorgere tra clienti finali ed esercenti, evitando di ricorrere a vie giudiziarie.
Le procedure di conciliazione prevedono un confronto tra cliente finale ed esercente o tra loro rappresentanti, al fine di trovare una soluzione che risolva la controversia insorta che sia soddisfacente per entrambi. 
Ad oggi, tali procedure sono volontarie e l'esercente "chiamato" in conciliazione, a seconda dei casi, può essere obbligato a partecipare alle procedure oppure libero di aderire volta per volta.
Un cliente finale può attivare una procedura di conciliazione quando dopo avere inoltrato un reclamo al proprio esercente non riceve risposta o riceve una risposta che non ritiene soddisfacente.


Riferimenti:

  1. Atto 260/2012/E/com Delibera 260/2012/R/com

Quali sono i tempi per la risposta nel caso di reclamo singolo?

La risposta scritta motivata al reclamo deve essere inviata al cliente entro 40 giorni solari dal giorno in cui il venditore ha ricevuto il reclamo scritto. Questo termine vale anche se, per poter rispondere, il venditore deve richiedere alcuni dati tecnici ad altri soggetti.

Se il cliente per errore ha inviato il reclamo a un indirizzo diverso da quelli indicati sulla bolletta per l'invio dei reclami: 

  • il venditore deve farlo pervenire a uno degli indirizzi giusti entro 7 giorni dal ricevimento del reclamo;
  • il tempo di risposta al reclamo (40 giorni solari) comincia dal momento in cui lo stesso arriva all'indirizzo esatto.

Se il venditore risponde dopo più di 40 giorni solari, deve liquidare al cliente, nella prima bolletta utile, un indennizzo automatico di 20 € se la risposta arriva entro 80 giorni, di 40 € se arriva tra gli 80 e i 120 giorni, di 60 € se arriva dopo più di 120 giorni. 
L'indennizzo viene pagato per un solo reclamo per anno solare.






Riferimenti:

  1. Delibera ARG/com 164/08.

Che cos'è il diritto di recesso e come si esercita?

Se il cliente trova un'offerta che ritiene più conveniente può cambiare venditore e stipulare un nuovo contratto chiudendo il contratto precedente (recesso) in qualsiasi momento, purché nel rispetto di un termine di preavviso che non può essere superiore a un mese per i clienti domestici e a tre mesi per i non domestici con consumi non superiori a 200.000 Smc/anno. Il tempo viene conteggiato dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il vecchio venditore ha ricevuto la comunicazione scritta di recesso. Se, per esempio, la riceve il 2 gennaio, il mese decorrerà dal 1° febbraio.
Per i clienti domestici, sarà il nuovo venditore a dover comunicare il recesso al vecchio venditore non appena trascorsi, se applicabili, i 14 giorni previsti perché il cliente possa eventualmente esercitare il diritto di ripensamento dal nuovo contratto.

I clienti non domestici possono inviare loro stessi il recesso, oppure delegare il nuovo venditore.
Se il cliente vuol semplicemente cessare la fornitura, senza cambiare fornitore, dovrà inviare la comunicazione di recesso al suo venditore, specificando che si tratta di una cessazione. In questi casi il preavviso non può essere superiore ad un mese.
L'invio della comunicazione di recesso con le modalità previste dal contratto (che devono essere conformi alla regolazione) è un obbligo.


Che cos'è la voltura?

È il  passaggio del contratto di fornitura da un cliente ad un altro con il medesimo venditore e senza interruzione dell'erogazione di energia elettrica e di gas. 



Riferimenti:

  1. Atto 654/2015/R/eel - TIT, art.1 - elettricità
  2. Atto 574/2013/R/gas - RQDG, art.1 - gas
  3. Atto 398/2014/R/eel - elettricità

Che cos'è il subentro?

Il subentro, a differenza della voltura, è l'attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente in seguito alla cessazione del contratto del cliente precedente, che ha richiesto anche la disattivazione del contatore.


Ecco perchè è importante reclamare...tutelatevi....

e la bolletta si azzera



Come calcolare il consumo di un elettrodomestico?

Impariamo in maniera semplice a calcolare il consumo dei nostri apparecchi elettrici. Tutti gli elettrodomestici hanno indicato un consumo in Watt (W) o in migliaia di Watt (kW), riportato in etichetta. 

Il Watt  misura la potenza, mentre il wattora Wh misura l'energia.

Prendiamo come esempio un televisore con potenza di 200W.

Ora, moltiplichiamo i 200W per le ore di funzionamento dell'elettrodomestico, per esempio 5 ore. Quindi, 5h x 200W, otteniamo 1000 wattora, dato che abbiamo moltiplicato i watt per le ore.

Facendo questi semplici calcoli ci rendiamo conto che stiamo consumando in quelle 5 ore di utilizzo dell'apparecchio elettrico 1000 Wh, uguali a 1 KWh.

Adesso possiamo calcolare il costo della corrente elettrica consumata moltiplicando i KWh per il costo della corrente.

Ovviamente dipende dal nostro gestore, però se ipotizziamo 0,20€ ogni KWh, quindi 0,20€ x 1 KWh = 0,20 €

Quindi, se mediamente abbiamo un TV acceso 5 ore al giorno con un consumo di 20 centesimi di euro, avremo un costo dell'energia elettrica di 6 euro al mese solo per questo apparecchio.