Trasporti, viaggio e turismo

Risarcimenti monetari automatici nei mezzi di trasporto

Ritardi e cancellazioni, gli indennizzi previsti dai regolamenti comunitari in vigore nell'Unione Europea

Dall’1 marzo 2013 il Regolamento CE n. 181 del 2011 concernente i diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus, completa la regolamentazione comunitaria in materia di diritti dei passeggeri in materia di trasporti. Questo Regolamento si affianca a quelli già in vigore per aerei, treni e navi, con l'intento di disciplinare in maniera uniforme la materia delle cancellazioni e dei ritardi garantendo in tutto il territorio dell'Unione Europea un livello minimo di protezione dei viaggiatori che sfortunatamente incappano in problemi e disservizi durante i loro spostamenti. Tutti e quattro i Regolamenti prevedono infatti che in caso di cancellazione o ritardo i vettori (imprese che esercitano l'attività di trasporto) devono risarcire i consumatori attraverso una compensazione pecuniaria che viene quantificata in base al tipo e alla durata del trasporto. La tutela si estende anche all'obbligo di assistenza a terra nei casi in cui il ritardo o la cancellazione siano motivo di attesa da parte del consumatore negli aeroporti, nelle stazioni o sui moli di imbarco.


Vacanza rovinata?

L’articolo 5 della Direttiva sui viaggi “tutto compreso” (n. 90/314/CEE) impone agli Stati membri l’obbligo di prevedere all’atto del recepimento delle norme nel proprio ordinamento ogni misura utile a consentire il risarcimento dei danni causati al consumatore da un inadempimento totale o parziale del contratto di viaggio. Lo stesso articolo prevede che gli Stati membri possano permettere una limitazione contrattuale del risarcimento previsto in caso di danni immateriali, sempre che tale limitazione non risulti inadeguata.

Si tratta di una previsione normativa che – interpretata per converso – apre fondamentalmente al consumatore un diritto al risarcimento per danni immateriali.

Questa interpretazione viene confortata dal fatto che la corresponsione di un indennizzo per vacanza rovinata trova una esplicita previsione normativa solo in alcuni degli Stati membri, e che l’assenza di un tale diritto in altri Paesi dell’Unione comporterebbe apprezzabili alterazioni delle condizioni di concorrenza, dal momento che, secondo la Commissione Europea, i danni immateriali nel comparto turistico si riscontrano in misura relativamente frequente. Anche in relazione alla normativa italiana sui viaggi “tutto compreso” si tratta di un’interpretazione possibile, visto che all’articolo 14 si parla solo genericamente di risarcimento danni.